Importante traguardo per il gioco d’azzardo patologico

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Senza ombra di dubbio, che il gioco problematico sia stato inserito nei LEA è un traguardo assai importante che metterà anche a tacere alcune “bocche” che, relativamente a questa dipendenza, avevano speso forse troppe parole e neppure tutte a proposito. Ora, il fatto che il gioco problematico nei casino online legali italiani abbia assunto questa posizione, significa che da questo momento sarà a carico dello Stato ed inizierà a “costare”: gioco forza, quindi, che sia doveroso pensare a come non svilupparlo, a come non aumentarlo né reclamizzarlo. Invece, dovrà essere studiato il modo migliore per metterlo a disposizione di chi lo desideri, ma non certo estremamente “disponibile” e massicciamente “presente sul territorio” come ora.

L’impegno dello Stato ora sarà quello di spiegare ed illustrare il mondo del gioco d’azzardo pubblico così come forse doveva essere fatto “alcuni anni fa”, in modo che i quindici milioni di italiani che ne usufruiscono abbiano la responsabilità e la cultura di ciò che stanno approcciando e dove li può portare in caso di “avvicinamento non intelligente”. Dovrebbe essere messo in atto il percorso della “conoscenza del gioco” che dovrà essere per tutti, e questa volta lo Stato non potrà esimersi dal provvedere almeno a questo incombente per la salvaguardia dei propri cittadini.

In realtà, per troppo tempo, chi ci governa non ha provveduto ad affiancare il gioco d’azzardo ed i casino online nella sua crescita esponenziale, e si spera che, almeno in questa ultima incombenza, si faccia parte diligente e crei una linea di comunicazione tra i cittadini, il gioco, le conseguenze.

Secondo l’opinione di alcuni “veri esperti” il giocatore patologico è un individuo diviso “a metà” con una parte totalmente schiava delle sensazioni e delle reazioni che si creano nel suo organismo quando punta, vince, perde e riperde. Ma non esiste una sorta di “automatismo” tra gioco e patologia, visto che un solo giocatore su duecento viene sopraffatto dal gioco problematico e, statisticamente, è la “dimensione” dell’assunzione del gioco ad assumere un carattere determinante.

Si deve ricorrere alla scienza medica, cosi dice anche twitter che si occupa di notizie sui casino online, che però per decenni ha classificato anche l’omosessualità come una malattia, per comprendere che il gioco problematico è pure una malattia e va curata con l’intervento medico. Ogni malattia comporta un contorno giuridico visto che, quando viene classificata come fattore che altera le capacità decisionali individuali, impone un trattamento diversificato relativamente ad ogni soggetto che, in particolari condizioni, commette reati. Purtroppo, il nostro codice penale è ancora improntato ad una filosofia antica in virtù della quale “chi sbaglia paga” e poi si vedrà come curarlo.

Il codice penale, ed anche la pagina facebook con notizie sui migliori casino online legali aams, non si ferma all’incapacità di agire correttamente, ma verifica se l’individuo se la sia procurata (la malattia”) da uno stato originario di capacità, oppure se la medesima abbia una “sorgente fisiologica”. Per questo motivo il drogato, l’ipnotizzato, l’ubriaco che delinque non ha attenuanti e commette le sue azioni come se fosse “perfettamente lucido”. E per quanto riguarda, quindi, il giocatore patologico/problematico? La giurisprudenza penale per il momento si esprime comparandolo agli altri “colpevoli”. Non vi è dubbio che una persona sana che sia colpita dal gioco problematico, lo fa da persona libera di scegliere e, quindi, di accollarsi le conseguenze delle proprie scelte.