Il gioco d’azzardo online e lo stato italiano

Insieme a tantissimi altri emendamenti, nella Legge di Stabilità sono stati bocciati anche gli emendamenti relativi al settore del gioco -forse valutato poco importante- e lasciati quelli che chiedono sostanzialmente l’incremento del Preu.

Si cercano “ancora risorse” nel comparto tanto “battagliato” dai nostri politici: circa 20milioni di euro in più dai giochi per sostenere e finanziare la promozione dei prodotti agricoli, ed ancora si cerca di riformulare a scaglioni il Preu per potersi assicurare la continuità dei livelli di ricerca da parte di imprese che finanziano progetti per la ricerca scientifica in università o enti pubblici di ricerca.

E’ paradossale, veramente paradossale che non si riescano a tagliare le solite spese dei politici delle quali si parla ormai da mesi, ma delle quali sembra non si riesca a farne a meno e si vada invece ad aumentare tasse sul gioco -che già ne paga abbastanza- e che provvede in continuità a riempire le “tasche” del nostro Erario ormai da anni. Il gioco d’azzardo è quel settore che più di tutti ha contribuito con il suo espandersi a procurare un gettito immenso nelle casse del nostro Stato, ed è un settore che sino ad ora non ha avuto crisi. Infatti gli operatori hanno investito ed investiranno ancora in questo business nel quale credono se però il nostro Stato la smetterà di “porre ostacoli” allo sviluppo del comparto che ha dimostrato, diversamente dagli altri settori, di essere vivo, di impiegare risorse finanziarie ed umane notevoli, quindi di investire con coscienza nel nostro Paese.