In UK si pensa ad una tassa sulla ludopatia

tassa sulla ludopatia

Più volte in queste righe si è detto che “ci piace” riprendere vecchi proverbi e “farli propri per il gioco”, come per esempio: “Chi fa da sé, fa per tre” laddove si vede che nessuno prende serie iniziative per il mondo del gioco pubblico e dei migliori casino online che di conseguenza si vede costretto a “fare da sé” e vedere se con le proprie forze riesce a portare avanti iniziative importanti che dovrebbero essere messe in pratica dal Governo visto e considerato quello che il Governo “prende e recupera” da questo settore così “demoniaco”.

Quindi, ecco che una autorità come la Uk Gambling Commission si esprime suggerendo che l’industria del gioco dovrebbe concretizzare e finanziarie più iniziative contro la dipendenza da abuso del gioco che, purtroppo, ha conseguenze gravi, anche se i casi che si possono “contare” sono se non uguali addirittura inferiori alle altre dipendenze, come alcool, fumo e droga. Non che per questo ci si debba sentire “meno in colpa” quando l’abuso “di un gioco che dovrebbe solo divertire” dà questi risultati: le persone che “cadono nella rete” del gioco problematico sono sempre tante e sempre importante deve essere l’assistenza che va a loro prestata con professionalità, dedizione e cura.

Sempre la Gambling Commission, che si occupa di casino online autorizzati, evidenzia che l’industria del gioco investe importi per la pubblicità veramente risibili rispetto invece ai contributi che le stesse aziende versano al fondo contro le dipendenze al quale contribuiscono in modo volontario gli operatori del gioco. Questo contributo, sinora volontario, dovrebbe essere reso obbligatorio per tutte le industrie di questo settore e dovrebbero essere costituite da un contributo minimo dello 0,1% degli incassi lordi del gioco.

La responsabile di Uk Gambling Commission elogia la strategia verso il gioco responsabile esplicata a livello nazionale dal Consiglio Consultivo di esperti della Commissione sul gioco responsabile e sui danni legati al gioco e viene anche spiegato che ci si augura che questa strategia possa fornire il quadro complessivo di quello a cui si sta lavorando tutti insieme, e tutti con tanta solerzia che accomuna, per raggiungere l’obbiettivo che ci si è posti. Si tratta di uno schema che riguarda tutte le forme di gioco d’azzardo e che stabilisce una sorta di “ordine del giorno per operatori, regolatori, governo, enti commerciali, fornitori di trattamento ed una serie di enti pubblici”.

Da queste parole sui casino online ne dovrebbe discendere un impegno in “prima persona” del comparto dell’industria del gioco che deve essere una parte attiva e partecipante a questo progetto che deve sviluppare un piano di ricerca e che arrivi a garantire il finanziamento per attuare una strategia globale per il prossimo triennio. È ora proprio il momento di cambiare e di agire (e non solo di continuare a parlare) ed è giusto che lo faccia l’industria del gioco perché è “suo” l’interesse che tutto funzioni alla perfezione “nel suo mondo” e che tutti siano protetti, tranquilli, garantiti ed aiutati quando è necessario.

Certamente, come dice anche Google+ sui Casino Online legali AAMS in Italia, tutto richiederà molta competenza, un impegno senza limiti ed una variegata gamma di “parti interessate”: sarà una grande sfida che la Gambling Commision propone all’industria del gioco che dovrà dimostrare la propria maturità ed il proprio impegno a finanziare questa strategia. Se il Trust potesse avvalersi di un minimo dello 0,1% delle entrate lorde dei giochi di tutti gli operatori, questo porterebbe approssimativamente una somma pari a 10-11 milioni di sterline che si avvicinerebbe ad un importo “credibile” per assolvere un compito così importante.

Importante traguardo per il gioco d’azzardo patologico

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Senza ombra di dubbio, che il gioco problematico sia stato inserito nei LEA è un traguardo assai importante che metterà anche a tacere alcune “bocche” che, relativamente a questa dipendenza, avevano speso forse troppe parole e neppure tutte a proposito. Ora, il fatto che il gioco problematico nei casino online legali italiani abbia assunto questa posizione, significa che da questo momento sarà a carico dello Stato ed inizierà a “costare”: gioco forza, quindi, che sia doveroso pensare a come non svilupparlo, a come non aumentarlo né reclamizzarlo. Invece, dovrà essere studiato il modo migliore per metterlo a disposizione di chi lo desideri, ma non certo estremamente “disponibile” e massicciamente “presente sul territorio” come ora.

L’impegno dello Stato ora sarà quello di spiegare ed illustrare il mondo del gioco d’azzardo pubblico così come forse doveva essere fatto “alcuni anni fa”, in modo che i quindici milioni di italiani che ne usufruiscono abbiano la responsabilità e la cultura di ciò che stanno approcciando e dove li può portare in caso di “avvicinamento non intelligente”. Dovrebbe essere messo in atto il percorso della “conoscenza del gioco” che dovrà essere per tutti, e questa volta lo Stato non potrà esimersi dal provvedere almeno a questo incombente per la salvaguardia dei propri cittadini.

In realtà, per troppo tempo, chi ci governa non ha provveduto ad affiancare il gioco d’azzardo ed i casino online nella sua crescita esponenziale, e si spera che, almeno in questa ultima incombenza, si faccia parte diligente e crei una linea di comunicazione tra i cittadini, il gioco, le conseguenze.

Secondo l’opinione di alcuni “veri esperti” il giocatore patologico è un individuo diviso “a metà” con una parte totalmente schiava delle sensazioni e delle reazioni che si creano nel suo organismo quando punta, vince, perde e riperde. Ma non esiste una sorta di “automatismo” tra gioco e patologia, visto che un solo giocatore su duecento viene sopraffatto dal gioco problematico e, statisticamente, è la “dimensione” dell’assunzione del gioco ad assumere un carattere determinante.

Si deve ricorrere alla scienza medica, cosi dice anche twitter che si occupa di notizie sui casino online, che però per decenni ha classificato anche l’omosessualità come una malattia, per comprendere che il gioco problematico è pure una malattia e va curata con l’intervento medico. Ogni malattia comporta un contorno giuridico visto che, quando viene classificata come fattore che altera le capacità decisionali individuali, impone un trattamento diversificato relativamente ad ogni soggetto che, in particolari condizioni, commette reati. Purtroppo, il nostro codice penale è ancora improntato ad una filosofia antica in virtù della quale “chi sbaglia paga” e poi si vedrà come curarlo.

Il codice penale, ed anche la pagina facebook con notizie sui migliori casino online legali aams, non si ferma all’incapacità di agire correttamente, ma verifica se l’individuo se la sia procurata (la malattia”) da uno stato originario di capacità, oppure se la medesima abbia una “sorgente fisiologica”. Per questo motivo il drogato, l’ipnotizzato, l’ubriaco che delinque non ha attenuanti e commette le sue azioni come se fosse “perfettamente lucido”. E per quanto riguarda, quindi, il giocatore patologico/problematico? La giurisprudenza penale per il momento si esprime comparandolo agli altri “colpevoli”. Non vi è dubbio che una persona sana che sia colpita dal gioco problematico, lo fa da persona libera di scegliere e, quindi, di accollarsi le conseguenze delle proprie scelte.